“Due punti fondamentali per il -15 alla Juve. Caso Osimhen? Differente, vi spiego”

Nel corso della trasmissione ‘Fuorigioco’, l’avvocato Eduardo Chiacchio ha parlato del processo plusvalenze ai microfoni di Tele A.

© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com

Nel corso della trasmissione ‘Fuorigioco’, l’avvocato Eduardo Chiacchio ha parlato del processo plusvalenze ai microfoni di Tele A: “Sono stati due i punti fondamentali per la penalizzazione della Juventus: le intercettazioni telefoniche e ambientali tra tesserati, e non tra club, che sono delle autentiche confessioni e l’utilizzo del termine ‘plusvalenze artificiali’ da parte di un tesserato bianconero intercettato. Oltre al cosiddetto ‘Libro Nero F.P.’ così definito, anche qui, dallo stesso Fabio Paratici. Solo con confessioni e intercettazioni è possibile condannare le plusvalenze, perché con i parametri attuali non è possibile valutare il valore di un calciatore. Questo era già successo nel caso Chievo-Cesena, con entrambe le società punite con tre punti di penalizzazione. Ma quello non era un sistema come nel caso della Juve, ma un singolo caso. Quindi il caso Juventus è stato molto più grave, perché è stato considerato sistemico.

Caso Osimhen? Al momento la preoccupazione non esiste, perché il Napoli è stato già giudicato dalla Giustizia Sportiva che ha concluso la sua valutazione con una sentenza di proscioglimento di due gradi. Quindi per poter richiamare in giudizio il Napoli è necessario un ricorso per revocazione che ha un presupposto fondamentale: i fatti nuovi. Che nel caso Napoli, a differenza di quello Juventus, al momento non esistono e senza gli elementi nuovi ricavati dalla giustizia ordinaria e trasfusi a quella sportiva non si può nemmeno proporre un giudizio conto il club azzurro”.  

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