Panatta sorprende su Fognini: “Oggi dobbiamo farlo” e poi annienta tre tennisti sul campo

Da non perdere

La nostalgia dei Fab Four: il Napoli è davvero solo un ricordo?

Negli ultimi giorni, la passione dei tifosi napoletani è...

Lobotka in bilico: il Napoli lo trattiene o lo perde a peso d’oro?

Il mercato estivo è alle porte e il destino...

Elmas in azzurro ancora a lungo? E Anguissa pronto a legarsi a vita al Napoli!

Il futuro del Napoli è appeso a un filo,...
PUBBLICITA

Wimbledon non è un campo per deboli: il prato non perdona e mette ko i più forti! #Tennis #Wimbledon #Prato #GameSetMatch

Il torneo di Wimbledon è appena iniziato e già si sente parlare dell’implacabile superficie su cui si gioca. Non è un segreto per nessuno che l’erba dia pochi margini di errore, ma questa volta a parlarne è stato un pezzo da novanta del tennis.

“L’erba è una superficie che ti dà meno margine di recupero, soprattutto per i tennisti più forti: a Wimbledon è sempre stato così”, ha spiegato Adriano con una freddezza che fa riflettere. La verità nuda e cruda è che il prato di Wimbledon non è un campo amico degli strapotenti del circuito.

Se sei uno che si affida solo al talento puro e alla forza bruta, metti in conto che l’erba ti può mettere con le spalle al muro. Qui conta l’astuzia, la leggerezza nei movimenti e la capacità di adattarsi al terreno rapidissimo dove ogni palla scivola via in un batter d’occhio.

Il risultato? Gli specialisti del cemento e della terra rossa devono rivedere le loro strategie e mostrarsi più furbi, altrimenti il campo verde li lascia a bocca asciutta. Wimbledon non fa sconti e alza la posta con un gioco più veloce e meno prevedibile rispetto alle altre superfici.

Chi arriverà in fondo dovrà avere più cervello che muscoli, una combinazione che non tutti hanno. Dunque, se volete vincere a Wimbledon, preparatevi a un campo senza pietà che mette alla prova non solo la tecnica, ma soprattutto la testa dei protagonisti in campo.