Manovra stipendi, il procuratore generale dello sport: “Respingere il ricorso di Agnelli”

Da non perdere

Napoli e arbitri: l’ingiustizia che fa discutere, ma chi tutela il club?

La polemica arbitrale che circonda il Napoli sta raggiungendo...

Rao del Napoli: la nuova stella che infiamma il mercato di Serie A

Il campionato di Serie B si sta rivelando un...

Alisson rivela: il Napoli è il sogno che diventa realtà!

Che colpo di scena! Alisson, il portiere del Napoli,...
PUBBLICITA

“La memoria presentata dalla Figc è per noi condivisibile, dunque la nostra posizione è di ritenere il respingimento del ricorso”. Queste le parole di Ugo Taucer, procuratore generale dello sport, nel corso dell’udienza per il ricorso presentato da Andrea Agnelli in merito alla sentenza della Corte federale d’appello sulla ‘manovra stipendi’ che ha portato l’ex presidente bianconero alla condanna di dieci mesi di inibizione.

“Come può una pronuncia affermare una violazione tecnico-contabile senza i dovuti accertamenti? Non c’è stata da parte della procura federale, del tribunale e della corte”. Lo afferma invece l’avvocato di Andrea Agnelli, Davide Sangiorgio. “A pagina 8 della decisione impugnata, la corte fa un riferimento esclusivo all’articolo 2423 bis del codice civile, non a norme di principio contabile – aggiunge il legale – Ma il 2423 bis è una norma generica. Quindi come faccio a dire se un onore è di competenza di un determinato esercizio o dell’altro, questo l’articolo citato non lo dice? Non lo disciplina. Quello che è mancato a supporto della decisione è stato l’accertamento di base”.

Per la parte resistente, replica l’avvocato della Figc, Giancarlo Viglione. “La corte d’appello fonda la decisione su elementi fattuali – dice Viglione. – Inoltre il ricorso mosso è secondo noi inammissibile”. Poi ricorda la conclusione per gli altri dirigenti bianconeri indagati nel caso “manovra stipendi”. “Gli altri soggetti cosa fanno? – conclude Viglione – Patteggiano, è evidente che non devo ricordare a nessuno che il patteggiamento non è una condanna. Ma resta comunque un fatto significativo”.