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Ciciretti ammette l’errore sull’ingaggio al Napoli a 23 anni: troppo alto e un peso che oggi pesa su di lui

Di Sabino Pardi7 Agosto 2026 - 22:471 minuto fa 3 min di lettura
Ciciretti ammette l’errore sull’ingaggio al Napoli a 23 anni: troppo alto e un peso che oggi pesa su di lui

Amato Ciciretti si mette a nudo e scuote i tifosi del Napoli con parole che non si sentono spesso dai protagonisti del calcio. Quel giovane ragazzo arrivato da Benevento, catapultato sotto il Vesuvio con uno stipendio da sogno, oggi ammette: “A 22 anni i soldi non sono tutto, conta il percorso”. Un giudizio schietto che fa riflettere e, forse, mette in discussione alcune scelte fatte dal club e dai giocatori in vista di un progetto serio e duraturo.

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Come emerge da quanto riportato da www.areanapoli.it, Ciciretti ha raccontato la sua storia, quando il salto a Napoli sembrava la strada giusta ma con il senno di poi si rivela un azzardo per chi deve ancora costruirsi una carriera solida. “Guadagnavo 700 mila euro, una cifra alla quale non credevo venendo da una realtà come Benevento”, ha spiegato con una buona dose di autocritica. A conti fatti, quel balzo repentino non ha dato i frutti sperati, e lui stesso ora suggerisce ai giovani di guardare oltre il portafoglio.

Questo racconto apre un dibattito che, in casa Napoli, da sempre genera opinioni contrastanti. Il club azzurro ha lanciato tanti talenti, ma avrebbe forse bisogno di fermarsi e ripensare la gestione dei giovani affamati di gloria e soldi. Quando si parla di calciomercato Napoli, infatti, il rischio è quello di puntare su impostazioni che privilegiano l’immediato economico rispetto a un percorso di crescita ponderato e graduale. Ciciretti lo sottolinea con chiarezza: “Non ha senso fare un salto così grande solo per soldi, serve prima la crescita tecnica e il progetto”.

La vicenda, raccontata inizialmente da www.areanapoli.it, ci ricorda quanto la pressione esterna e le aspettative della piazza possano influenzare decisioni cruciali per il futuro di un giovane. E se è vero che l’attacco del Napoli guarda sempre con occhi attenti al mercato azzurro, serve anche una riflessione sulle strade che si scelgono per garantire continuità e non creare illusioni. Non è un caso se molti tifosi oggi si domandano quanto certe operazioni possano prevenire o invece alimentare una crisi di prospettiva.

Ciciretti mette il dito sulla piaga di un sistema spesso mosso solo da incentivi economici, dimenticando che dietro ogni calciatore c’è una crescita da costruire passo dopo passo. Il Napoli, in questo senso, non può permettersi di sbagliare ancora, soprattutto nelle scelte legate ai giovani e al loro inserimento nella rosa. “Il Napoli deve dare un segnale” è una frase che si sente spesso tra i tifosi, quasi a voler spronare la società a rivedere la sua strategia nei momenti chiave.

Nel calcio moderno, la componente economica pesa come non mai, ma non deve schiacciare tutto il resto. Avere soddisfazioni e crescita tecnica significa costruire basi solide per il futuro della squadra e della Serie A. Un salto improvviso, come quello vissuto da Ciciretti, rischia invece di bruciare le ambizioni e creare aspettative non sostenibili. La piazza azzurra sa quanto sia delicato questo equilibrio e non perde occasione per farlo sentire, con la passione che la contraddistingue.

La domanda, adesso, resta sul tavolo: il Napoli può permettersi davvero di tralasciare il percorso di crescita a favore del colpo economico o del nome altisonante? E i giovani talenti saranno in grado di capire che il passo più importante non è il salto della firma, ma il progetto che li attende? La piazza aspetta risposte, non soltanto indiscrezioni. Perché a Napoli certe scelte non restano mai neutre, né passano inosservate. E forse è proprio questo il dettaglio che può accendere ancora una volta la discussione sul futuro azzurro.

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