Il destino incerto di Raspadori espone le fragilità strategiche del Napoli

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Raspadori, il bivio estivo del Napoli: una scommessa da 30 milioni

Il nome di Giacomo Raspadori è al centro delle strategie del Napoli, con il suo futuro che potrebbe sbloccare un doppio colpo sulla fascia sinistra. Se l’attaccante viene ceduto, arriveranno sia un esterno difensivo che uno offensivo, una mossa che sa di rinascita o di rischio, a seconda di come la si guarda. Per i tifosi del Napoli, abituati a saluti dolorosi come quello di Higuain ai tempi di Benitez, questa è l’ennesima prova di quanto il club sia bravo a vendere talenti ma meno a costruirci sopra.

“L’Atletico Madrid lo ha inserito in una mini lista di obiettivi insieme con Enzo Millot dello Stoccarda (e inizialmente anche Nico Gonzalez) e contemporaneamente ha dialogato con il suo agente, ma nelle ultime ore la candidatura del francese s’è rafforzata, tanto che non ha neanche giocato l’amichevole contro il Tolosa. Il Napoli, nel frattempo, ha fatto il prezzo: Jack vale 30 milioni di euro. Se arriverà un’offerta ufficiale si ragionerà con Conte e con il giocatore.”

Questa citazione fa capire quanto Raspadori sia diventato una pedina bollente, ma attenzione: fissare un prezzo a 30 milioni suona come una svendita, considerando il suo potenziale. È ironico pensare che un club come il Napoli, che ha visto fenomeni come Insigne partire per meno, ora rischi di rafforzare un rivale europeo solo per tappare buchi in difesa.

Se cediamo Raspadori, potremmo finire con un esterno come ad esempio un Grimaldo o un nuovo talento, ma ricordiamoci del PSG o del Milan che hanno perso pezzi forti e pagato caro gli errori. I tifosi veri non vogliono un’altra stagione di rimpianti: meglio investire quei 30 milioni in un colpo da novanta, anziché disperderli in mezze misure.

Alla fine, questa faccenda è un test per Conte: è pronto a sacrificare un jolly per ricostruire? Discutiamone, Napoli: venderlo è furbo o una pazzia che ci farà rimpiangere?