Lukaku indifendibile: verità sul suo Napoli, storia durata troppo a lungo

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Romelu Lukaku scarica il Napoli e corre in Belgio per il Mondiale per Club. Con Conte sta finendo nel peggiore dei modi, un incubo azzurro che fa impazzire i tifosi.

Il belga doveva essere il bomber da 30 gol, il salvatore della patria dopo un’estate di sogni. Invece, flop su flop. Partite anonime, movimenti lenti, zero killer instinct. E ora? Eccolo lì, a Bruxelles, a prepararsi da solo per il torneo FIFA, mentre Spalletti no, Conte lo guarda dal ritiro con un ghigno amaro.

“Io voglio un Lukaku cattivo, non un turista”, ha tuonato Conte dopo l’ennesima panchina contro la Roma. Parole dure, ma verissime. Romelu arriva con l’hype di un gigante, ma in Serie A si scioglie come neve al sole. Sette gol in quindici gare? Roba da retrocessione, non da scudetto.

I napoletani ribollono. Dopo lo Scudetto di Spalletti, ci si aspettava fuoco puro. E invece Lukaku inciampa su ogni palla gol, litiga con i compagni, e magari già pensa al ritorno all’Inter. Conte lo sprona, lo alterna, ma niente. È un peso morto in attacco, con Kvaratskhelia che si spacca la schiena da solo.

Polemica totale sui social: “Vendiamolo subito!”, urlano dal bar sport di Fuorigrotta. E la tensione sale. Conte ha un Napoli da Champions, ma senza un centravanti vero si va poco lontano. Lukaku si allena in Belgio, noi sudiamo qui aspettando il miracolo.

E se fosse solo l’inizio della fine? Conte lo salverà o lo sbatterà fuori? Ditecelo voi, azzurri: Lukaku è rotto o è Conte che non lo capisce?

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