SPALLETTI: “Stadio pieno sarà come mantello da supereroe. Scudetto? Ridicolo non crederci…”

Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Fiorentina, in programma domani alle ore 15 allo stadio Maradona.

Il tecnico ha aperto parlando della corsa Scudetto, ancora più aperta dopo il pari del Milan di lunedì scorso: “A questo punto sarebbe ridicolo non dire che siamo noi, Milan, Inter e Juve in lotta per il titolo. Noi dobbiamo ragionare sulle nostre possibilità, su quello che ci aspetta in questo finale di campionato. Ce la giocheremo al di là dei risultati degli altri, andiamo per la nostra strada”.

Pressione? La gestione dello spogliatoio è facile, ho a che fare con professionisti doc e ci confrontiamo spesso – spiega -. Se siamo qui nonostante tutto quello che abbiamo passato è segno che siamo squadra vera. Domenica contro l’Atalanta li abbiamo trovati tutti in ottima condizione fisica e mentale nonostante le difficoltà della vigilia. Tutti vogliono giocarsi questa possibilità e sono convinto che domani lo faranno vedere”.

“Migliorare rendimento in casa? La nostra idea di calcio l’abbiamo fatta anche quando si è perso. Le sconfitte in casa sono figlie di tentativi di mettere in pratica quello che vogliamo fare ma anche di qualche episodio che ci è girato contro. Abbiamo perso partite senza subire un tiro in porta – prosegue Spalletti -. Lo stadio pieno è il pezzetto che ci mancava e domani l’avremo. E’ come un mantello che ti avvolge, può farti diventare un supereroe. Se durante la gara avremo qualche difficoltà basterà girarsi intorno e diventerà tutto più facile”.

Fiorentina? Squadra forte, merito della società anche sulla scelta dell’allenatore – dice il tecnico –. Li conosciamo, basta ricordare la gara di Coppa dove ne abbiamo presi 5. Italiano l’ho portato come esempio, anche contro 9 quando chiedeva ai suoi di pressare e fare gol. Infonde determinazione, gli faccio i complimenti. Fanno un calcio moderno, veloce, con pressioni alte e avvolgimento sugli esterni. Sappiamo quello che dobbiamo fare e proveremo a vincerla”.

“Come si diventa supereroi? Noi dobbiamo provare a vincere queste sette partite, poi dipenderà da situazioni di gioco, dagli avversari. Ma abbiamo chiarito il nostro cammino, sono convinto che i ragazzi daranno tutto – aggiunge -. Lo Scudetto si può vincere e non vincere, al di là di come andrà è stata e sarà una storia bellissima. Nessuno potrà parlare di fallimento perché la Champions è un obiettivo, ma i nostri calciatori sanno cosa vogliono e lo faranno vedere”.

Osimhen? Sta bene, ha avuto questo avvertimento durante una partitina in settimana e ha staccato per precauzione – dice Spalletti -. Ci sarà, negli ultimi allenamenti non ha sentito nulla. Averlo è importante, ma anche non averlo ci ha confermato la forza di giocatori come Mertens, Petagna e la stessa cosa vale per Zanoli con Di Lorenzo“.

Lobotka? E’ importante perché dà soluzioni, sbocchi, favorisce il gioco di squadra. Ma anche qui bisogna ricordare che lui non c’è sempre stato – precisa il tecnico -. Anche Demme ha fatto molto bene nel suo ruolo, quando entra si fa sempre trovare pronto. Poi io devo sceglierne 11 e ho dato forza a Lobotka. Ma Demme è forte quanto Lobo se lo avessi fatto giocare”.

“Poco spazio a Mertens? E’ colpa mia, meriterebbe di giocarle tutte per come si allena, per come ragiona e per la qualità che ci mette negli allenamenti – spiega -. Ma sono convinto che se siamo con questa classifica è anche grazie al suo contributo. Sono contento di avere persone così in squadra, ma sono anche convinto che deve ancora dare il meglio da qui alla fine”.

“Dubbi di formazione? Ne ho sempre – dice -. Quando tutti si allenano bene e sono a disposizione i dubbi verrebbero a chiunque. Ma voglio tutti con la stessa partecipazione, anche chi entrerà a partita in corso e chi non giocherà da bordo campo”.

“Il momento in cui ci ho creduto di più? Questo qui, ora – conclude -. Io sono partito con un’intenzione: volevo sapere se si rendevano conto della loro forza. Il gruppo poteva dire la sua in un campionato così difficile o collocarsi in un piano alto del condominio di cui parliamo”.

 

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