La “Squadra del Papa” scende in campo: amichevole contro quella dell’Isola d’Elba

Al Trastevere Stadium di Villa Pamphili, a Roma, la squadra di calcio del Papa “Fratelli Tutti” scende in campo contro la rappresentativa dell’Isola d’Elba, a nome delle 87 piccole isole italiane.

Appuntamento a martedì 26 aprile all’impianto di via Vitellia 50: ingresso gratuito e un arbitro di eccezione, Paolo Valeri. Il giorno dopo le due squadre saranno ricevute dal Santo Padre in udienza.

A rendere possibile l’organizzazione della partita sono la Lega Nazionale Dilettanti, la Lega Pro del presidente Francesco Ghirelli e il Trastevere Calcio del patron Pier Luigi Betturri. Tutto nasce dalla rappresentativa degli sportivi dell’Isola d’Elba, che hanno scritto al papa per domandargli la possibilità di un incontro personale per essere incoraggiati ad investire sul presente e sul futuro delle piccole isole d’Italia. Attenzione particolare è posta sullo “spopolamento” di questi luoghi, che rischia di mettere in discussione servizi essenziali per la sanità e per la scuola.

Da qui l’idea di disputare una partita di calcio con la squadra del Papa “Fratelli Tutti”, allenata dall’ex romanista Odoacre Chierico e composta da cittadini e dipendenti vaticani ai quali si aggiungono giovani di Special Olympics con la sindrome di down, migranti africani accolti dalla Comunità di Sant’Egidio e alcuni giovani ucraini. La squadra fa riferimento al Pontificio Consiglio della Cultura e ad Athletica Vaticana.

“Vogliamo rappresentare attraverso lo sport, veicolo sociale di grande impatto, i disagi delle popolazioni che hanno scelto di vivere nelle piccole isole – dice Gaetano D’Auria, presidente della squadra dell’Elba -. Gli racconteremo dei problemi con gli inverni burrascosi, quando i venti forti impediscono i collegamenti. Ma anche la sensazione di sentirsi isolati, dimenticati dalle autorità centrali. Gli diremo che la Chiesa è sempre presente e vicina alle persone e gli chiederemo soprattutto una parola di incoraggiamento per i nostri giovani, perché non abbandonino il luogo dove sono nati. E forse una partita di Calcio giocata in amicizia, senza guardare al risultato, può esser miracolosa. Alla nostra gente porteremo il calore che ci trasmetterà il Santo Padre”.

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