ZOFF: “ITALIA? Ora sembra tutto sbagliato, ma serve misura”

Dino Zoff, storico portiere ed ex allenatore della Nazionale, è intervenuto oggi a Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” condotta da Raffaele Auriemma. Tra gli argomenti discussi, naturalmente, il ko dell’Italia contro la Macedonia del Nord che ha sancito l’eliminazione degli azzurri dai prossimi Mondiali in Qatar.

“Brutto perdere così, soprattutto dopo aver vinto l’Europeo, dove c’è girata abbastanza bene. Ora sembra tutto sbagliato, ma prima era tutto giusto: ci vuole misura nel parlare – ha spiegato Zoff -. Abbiamo perso in casa contro una squadra non straordinaria calcisticamente e questo è ovviamente un colpo notevole. Le considerazioni sui vivai sono semplici, giocano meno italiani. Il Sud produce più giocatori rispetto al Nord ma qui magari ci sono meno bambini che hanno più possibilità di fare altri sport”.

“Proseguire con Mancini? Non saprei, deciderà lui insieme a Gravina – aggiunge –. Il colpo è stato grosso ma in estate abbiamo comunque vinto gli Europei. Adesso sembra che gli stranieri siano nati oggi, ma ieri già c’erano. Deciderà chi di dovere, io non me la sento di consigliare”.

“Azzurri vittime del Guardiolismo? Sono esagerazioni – prosegue Zoff -. Bisogna vedere la forza delle rose e di conseguenza tirare fuori il gioco migliore. Il Barcellona giocava così grazie a calciatori che facevano triangoli in un metro. Dipende da chi si ha a disposizione, i grandi giocatori vanno messi in condizione con il gioco”.

“Possiamo tirare fuori mille considerazioni, ma alla fine la pesantezza deriva probabilmente dal fatto che abbiamo vinto l’Europeo e che non ce l’aspettavamo – dice Zoff -. La contestazione di oggi sembra un dramma, ma prima era peggio. Noi nel ’66 abbiamo perso con la Corea del Nord, nel frattempo tanti Paesi senza tradizioni calcistiche hanno fatto progressi”.

Scudetto? Sembrava favorita l’Inter, ma si è imposto il Milan. Il Napoli sta facendo bene, è tutto da giocare. Come sempre si vedrà sul campo”, ha concluso.

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