Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) arriva a San Siro senza McTominay: ad Anguissa viene chiesto di moltiplicare responsabilità, schermare la difesa e dare ordine al centrocampo.
Non si tratta soltanto di sostituire un volume di lavoro in mediana, bensì di ripensare funzioni e dinamiche. Anguissa dovrà agganciarsi alla palla come primo regista difensivo quando necessario, ma anche accettare il ruolo di raccordo verticale per accelerare le transizioni. Questo implica dosare duelli e inserimenti: troppo aggressivo rischia di aprire corridoi tra centrocampo e difesa, troppo conservativo snatura la sua efficacia nelle ripartenze.
Una soluzione plausibile è trasformare il centrocampo in un doppio pivot dinamico: lasciare ad Anguissa il compito di filtro centrale e copertura dei terzini, mentre una mezzala più tecnica si muove tra le linee per ricevere palla e avanzare. Così Gli Azzurri mantengono protezione davanti alla difesa senza perdere capacità di costruzione, affidando alle sovrapposizioni dei terzini l’ampiezza necessaria a sfondare la pressione avversaria a San Siro.
In fase di non possesso, il ruolo di Anguissa sarà cruciale nei momenti di pressing alto dell’avversario: deve essere il riferimento che riallinea la squadra, già dalla prima linea difensiva, spegnendo il gioco sulle corsie centrali. Il pressing organizzato e la chiusura degli half-space saranno misure preventive per evitare che l’assenza di McTominay si traduca in superiorità numerica dell’avversario sulle mezze ali.
In costruzione dal basso, il Napoli può sfruttare Anguissa per lanciare cambi di gioco e cercare il lungo verso le punte o le corsie laterali; importante però alternare il passaggio diretto a tocchi brevi per non diventare prevedibili. Lo staff tecnico dovrà governare i minuti di Anguissa: moltiplicare compiti significa anche rischiare sovraccarico, perciò la rotazione e le mosse a partita in corso conteranno quanto l’assetto iniziale.
La vera sfida a San Siro non è far emergere un singolo, ma rimodellare il sistema di gioco intorno alle qualità di Anguissa. Se Gli Azzurri sapranno redistribuire i compiti — protezione, costruzione e transizione — la partita diventerà un banco di prova utile per la solidità collettiva del Napoli, più che un semplice esercizio individuale di resistenza.
