Il Napoli arriva a una settimana delicata: i report da Castel Volturno confermano diverse assenze e dubbi in vista di Napoli–Bologna, in programma domenica 13 settembre 2026 alle 18:00 al Maradona. Tra le situazioni già chiarite dal club e dall’allenatore: Alex Meret è stato sostituito a metà partita contro l’Arsenal e resta da valutare; Alisson Santos (ala, non il portiere) ha lasciato il campo ed Allegri ha detto che difficilmente lo rivedrà prima della sosta per un problema muscolare; Alessandro Buongiorno, Luca Marianucci e Giovane sono esclusi dalla lista Champions (Marianucci con tempi di recupero stimati attorno a due mesi; Giovane operato e il rientro previsto dopo la sosta); Scott McTominay è programmato per un intervento e non sarà disponibile fino a dopo la pausa delle nazionali. Rasmus Højlund è confermato come riferimento offensivo nella rosa.

La necessità per Allegri è duplice: preservare l’identità di gioco del Napoli quando possibile, ma non esporsi a transizioni vulnerabili con reparti accorciati. Qui tre opzioni pratiche, pensate per essere attuate in base alla lista ufficiale dei convocati del giorno della partita.

1) 4-2-3-1 — gestione del possesso e protezione della linea difensiva
Modulo: 4-2-3-1 con doppio pivot davanti alla difesa.
Uomini chiave (opzioni realistiche): portiere da confermare a seconda delle visite mediche (Meret classificabile al momento come dubbio); riferimento offensivo Rasmus Højlund; un trequartista/attaccante di raccordo qualora disponibile. I due mediani dovranno essere giocatori in grado di schermare la difesa e tenere il possesso; se manca un incontrista puro, Allegri può scegliere di schierare due mediani di compattezza a discapito della spinta.
Trasferimento di ruolo: chiedere al trequartista/più avanzato di abbassarsi in fase di non possesso per creare il primo filtro e lasciare ai due pivot il compito di tagliare le linee di passaggio di Bologna.
Perché usarlo: è la soluzione che preserva la costruzione dal basso e riduce il rischio di transizioni immediate se mancano ricambi centrali difensivi o mediani fisici.

2) 3-5-2 — maggiore copertura centrale e ampiezza con i laterali
Modulo: 3 difensori centrali più due esterni alti (wing‑back) e due attaccanti di riferimento.
Uomini chiave (opzioni realistiche): reparto offensivo focalizzato su Højlund come terminale primario con un compagno di reparto capace di dialogare o fare gioco di sponda; i wing‑back dovranno garantire sia ampiezza che copertura in ripiegamento; il terzetto arretrato dovrà essere composto dai centrali più affidabili disponibili nella lista convocati.
Trasferimento di ruolo: trasformare i terzini o esterni in wing‑back con compiti più offensivi; demandare ai tre centrali la marcatura dei riferimenti di Bologna e la gestione delle seconde palle.
Perché usarlo: aumenta la protezione del centrocampo con più uomini dietro la palla e sfrutta la fisicità in area e sulle palle alte, utile quando il centrocampo è provato da assenze.

3) 4-4-2 / 4-4-1-1 — pragmatismo verticale e ripartenze
Modulo: 4-4-2 compatto o 4-4-1-1 con un giocatore a supporto della prima punta.
Uomini chiave (opzioni realistiche): due mediani di protezione davanti alla difesa per schermare i centrali; Højlund come punta principale supportata da una seconda punta o da un trequartista avanzato in 4-4-1-1; esterni larghi ma pronti a chiudere sulle catene laterali del Bologna.
Trasferimento di ruolo: convertire una mezzala tecnicamente più propositiva in un ruolo di supporto offensivo dietro la punta, lasciando la fase difensiva ai due mediani di protezione.
Perché usarlo: soluzione più semplice da applicare con organici ristretti, limita gli spazi centrali e punta su transizioni rapide e giocate individuali del terminale offensivo.

Indicazioni pratiche finali: molte scelte dipenderanno dalla lista ufficiale dei convocati che Allegri comunicherà dopo gli ultimi controlli medici a Castel Volturno. Con Meret classificato come dubbio, Alisson Santos probabilmente fuori fino alla sosta, McTominay indisponibile fino a dopo la pausa internazionale, e diversi difensori esclusi dalla lista europea, l’allenatore dovrà valutare priorità tra tenere il pallone e proteggere la linea difensiva. La strada operativa resta: adattare il modulo agli uomini effettivamente convocati, ridurre i rischi nelle transizioni e scegliere ruoli che minimizzino i calciatori chiamati a compiti troppo distanti dalle loro caratteristiche abituali.

In sintesi: con le indisponibilità confermate, Allegri può scegliere tra una gestione del possesso (4-2-3-1), una maggiore copertura centrale (3-5-2) o un approccio più pragmatico e verticale (4-4-2/4-4-1-1). La decisione finale dovrà tenere conto della lista gara ufficiale e delle condizioni fisiche degli elementi rimasti a disposizione.

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