Il pareggio del Napoli al Franchi contro la Fiorentina fotografa una squadra in crescita ma ancora incompleta, incapace di trasformare il dominio territoriale in vittoria. Gli azzurri hanno mostrato una buona personalità e un controllo del gioco più consapevole rispetto al passato, ma il problema principale resta la mancanza di incisività nell’ultimo terzo campo, dove il gol sembra sfuggire troppo spesso.

Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, il Napoli ha dominato gran parte della partita con un possesso palla di qualità e una costruzione efficace. Il gol di Gilmour su calcio d’angolo ha confermato la precisione negli sviluppi da palla inattiva, ma nel gioco aperto la mancanza di un ultimo passaggio incisivo è stata evidente. Le fasce sono state battute con costanza, De Bruyne ha provato a farsi trovare tra le linee, ma la manovra non è riuscita a creare molte occasioni nitide prima del pareggio della Fiorentina.

Proprio qui si inserisce la critica più netta nei confronti di Rasmus Hojlund. Il centravanti danese è risultato troppo poco protagonista, non riuscendo a diventare un punto di riferimento costante. Il suo impatto limitato ha tolto profondità all’attacco, riducendo le linee di passaggio per De Bruyne e diminuendo le combinazioni con gli esterni. Il suo unico guizzo degno di nota è stato un tentativo di attaccare la profondità fermato da un difensore avversario. La prestazione di Hojlund evidenzia una lacuna tattica nella squadra, che fatica a coinvolgere pienamente il centravanti nel gioco.

Anche De Bruyne non ha replicato l’influenza che ci si aspetta da un uomo del suo calibro. La sua posizione da trequartista avrebbe dovuto battere alle spalle della difesa viola e gestire i ritmi con più continuità. Invece il belga è apparso una presenza intermittente, senza riuscire a determinare la differenza quando serviva rompere la trama difensiva avversaria. Un errore di possesso al 64’ ha addirittura favorito una transizione pericolosa della Fiorentina, un segnale del periodo di flessione vissuto.

Nel finale, l’ingresso di Anguissa ha rappresentato un tentativo di aumentare la fisicità e la capacità di progressione, ma il centrocampista non è riuscito a imprimere la svolta auspicata. La squadra ha continuato ad attaccare con insistenza, creando diverse occasioni e mettendo sotto pressione De Gea, ma la mancanza di cattiveria negli ultimi metri ha continuato a pesare.

Il risultato finale di 1-1 al Franchi racconta quindi di un Napoli che sta costruendo una nuova identità di gioco, con una buona base tattica ma ancora senza la ferocia tecnica necessaria per convertire la superiorità in campo in risultati concreti. Allegri ora deve lavorare soprattutto su come trasformare la già buona qualità di possesso in un’efficacia reale dentro l’area avversaria, affinando la presenza del centravanti e la continuità dei suoi rifinitori per passare da un Napoli “in crescita” a una squadra realmente dominante in Serie A.