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Liguori: Pirlo escluso ingiustamente, Mancini abbandonò l’Italia spinto solo dai soldi dell’Arabia

Di Sabino Pardi29 Luglio 2026 - 00:563 ore fa 3 min di lettura
Liguori: Pirlo escluso ingiustamente, Mancini abbandonò l’Italia spinto solo dai soldi dell’Arabia

Non si è ancora spenta l’eco della bufera che ha travolto il calcio italiano: la clamorosa decisione di Maldini e Leonardo di lasciare i loro incarichi scuote ancora il sistema, e Napoli non può restare indifferente. Questa mossa arriva dopo lo scandalo legato a Pirlo, una vicenda che ha fatto discutere tifosi e addetti ai lavori su scala nazionale, ma che investe anche il cuore pulsante della Serie A, club azzurro compreso. Cosa significa tutto questo per il nostro calcio e, soprattutto, per il Napoli e i suoi tifosi?

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Come emerge da quanto riportato da www.areanapoli.it, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è intervenuto con forza scegliendo da che parte stare: un chiaro endorsement a Mancini in un momento in cui le distanze tra le figure chiave del calcio sembrano più marcate che mai. L’ex ct è diventato simbolo di una leadership che cerca stabilità e coerenza, proprio ciò di cui il club azzurro sente un bisogno impellente in questa fase delicata.

Il terremoto Maldini-Leonardo conferma un fatto oggettivo: il calcio italiano è in piena crisi di gestione, e il Napoli non può permettersi distrazioni. La società azzurra, che in questi anni ha costruito un progetto ambizioso e solido, rischia di pagare dazio se il sistema complessivo non ritrova equilibrio. Il mercato azzurro, così come l’assetto tecnico e strategico, vive di certezze e riferimenti chiari. L’addio di due pezzi così importanti, dopo una vicenda controversa come quella di Pirlo, accende più di un campanello d’allarme.

Inoltre, la scelta di Malagò di schierarsi apertamente con Mancini manda un messaggio netto: serve una guida forte e decisa. I tifosi del Napoli stanno già facendo i conti con una stagione in cui anche il clima intorno alla nazionale incide sul morale generale delle squadre di Serie A. La domanda è: quanto queste tensioni a livello di vertici federali possono influenzare negativamente la progettualità dei club, e in particolare quella del Napoli? E la piazza azzurra, sempre attenta a ciò che accade fuori dal campo, guarda con preoccupazione a questa incertezza che non è solo di natura politica, ma che ha un riverbero diretto sul futuro della squadra.

Non è un caso che molti appassionati ripetano nei forum e sui social: “Serve chiarezza” e “Non si può aspettare sempre l’ultimo momento”. Il Napoli, che ha puntato tutto su una gestione tecnico-societaria precisa con De Laurentiis e Spalletti, rischia di trovarsi a navigare in acque agitate, se il sistema calcio italiano inciampa in queste crisi di potere. La società azzurra deve capire come muoversi in un contesto che muta rapidamente, dove le scelte fuori dal campo pesano almeno quanto quelle sul terreno di gioco.

Il rischio è che questo caos politico-federale finisca per rallentare o complicare il cammino del Napoli, soprattutto in vista delle sfide decisive che lo attendono in campionato e in Europa. Il tempo per nascondersi dietro a parole o a promesse è finito: la piazza vuole vedere fatti concreti, risposte chiare che confermino la solidità del progetto.

“Il Napoli deve dare un segnale”, è il pensiero che circola tra molti tifosi, convinti che ora più che mai il club azzurro debba essere un faro di stabilità in un sistema dove cadono pezzi importanti. Non si tratta solo di risultati sul campo, ma di dare un’immagine di serietà e fermezza in un calcio che appare sempre più fragile.

La domanda, adesso, resta sul tavolo: come reagirà il Napoli a questo terremoto che scuote i vertici del calcio italiano? E i tifosi, questa volta, non sembrano disposti a far finta di nulla. Il punto è capire fino a quando questa situazione potrà reggere senza intaccare davvero le ambizioni degli azzurri. Perché a Napoli certe scelte non restano mai neutre. E forse è proprio questo il dettaglio che può accendere la discussione.

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