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Napoli, serve più imprevedibilità: tra sei nuovi acquisti il 4-3-3 rischia di diventare troppo chiaro. Il punto su Lindstrom

Di Sabino Pardi23 Luglio 2026 - 00:405 minuti fa 3 min di lettura
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Napoli, serve più imprevedibilità: tra sei nuovi acquisti il 4-3-3 rischia di diventare troppo chiaro. Il punto su Lindstrom

Il Napoli inciampa in amichevole contro l’Arezzo: un campanello d’allarme che non si può ignorare. La sconfitta per 3-1 in quel di Dimaro non è solo un risultato che fa male, ma un monito chiaro: senza rinforzi veri, la stagione rischia di diventare una salita in salita. E questo sentore brucia nelle vene di ogni tifoso azzurro affezionato a una squadra che vuole puntare in alto, non a un gruppo slegato e prevedibile.

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Come emerge da quanto riportato da www.areanapoli.it, Paolo Del Genio, voce tra le più ascoltate quando si parla di mercato e tattica azzurra, non cambia idea: serve un Napoli con cinque o sei nuovi innesti, altrimenti la squadra rischia di navigare a vista, vittima di moduli e schemi troppo rigidi e, peggio, troppo facilmente leggibili dagli avversari.

La partita contro l’Arezzo – club che il prossimo anno militerà in Serie B – ha mostrato un Napoli in difficoltà sotto tanti punti di vista, soprattutto tattici. Il 4-3-3 proposto da Allegri, così come l’ha descritto Del Genio, sembra vecchio, quasi bloccato in uno schema che non riesce a evolversi come chiederebbe il calcio moderno. I due esterni, Di Lorenzo e Gutierrez, restavano troppo bassi, quasi in attesa del pallone invece di crearlo o farlo girare in modo efficace. Il risultato? Una costruzione faticosa e prevedibile. Se questa è la ricetta, il Napoli rischia di affidarsi solo al talento singolo dei suoi giocatori, senza un gioco che faccia davvero la differenza sui campi della Serie A.

Il mercato azzurro continua a essere nel mirino, e non certo per caso. Del Genio sottolinea come la squadra, senza nuovi rinforzi, rischia di ripetere gli errori del passato. Il Napoli deve svecchiarsi, deve entrare nell’epoca del calcio moderno e dinamico e soprattutto costruito. La delusione per questa sconfitta non è solo sulla prestazione: è un monito perché la società e Allegri capiscano che si sta andando verso una stagione insidiosa se non cambiano davvero marcia.

Ma non è solo il modulo a finire sotto la lente: anche il singolo è chiamato a rispondere. Il caso Lindstrom ne è un esempio lampante. Del Genio non ha usato mezze parole: “Ha fatto bene negli allenamenti, ma non ci penso neanche a confermarlo a Napoli, sono due anni che gioca male”. Una bocciatura netta che fa riflettere, soprattutto perché il club azzurro ha bisogno di certezze e non di scommesse da rilanciare.

Questa partita con l’Arezzo non deve essere vista come un semplice incidente di percorso, ma come un segnale evidente che il Napoli deve cambiare rotta. Perché una squadra che punta in alto non può basarsi su vecchi schemi e su attese troppo passive degli esterni. Serve coraggio, serve progettualità, serve una rivoluzione che deve partire dal mercato e arrivare fino al campo.

“Non si può sempre aspettare l’ultimo momento”, si sente tra i tifosi. Serve chiarezza e decisioni forti, perché dare solo segnali a parole non basta più. La domanda adesso resta sul tavolo: il Napoli può davvero permettersi un altro errore strategico e tecnico? La piazza, questa volta, non sembra disposta a far finta di nulla.

Il mercato passa, ma certe sensazioni restano. In una città che respira azzurro, servono risposte e non solo discorsi. E forse è proprio questo il dettaglio che può far scattare la discussione più accesa e necessaria. Ora la palla passa ai fatti, non più alle parole. Forse, questa è l’ultima chiamata per un Napoli che vuole davvero tornare grande.

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