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Sport Napoli / CalcioN. 01 / 2026
Napoli, scontro aperto tra ultras e De Laurentiis: rischio crisi interna e ordine pubblico
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Calcio

Napoli, scontro aperto tra ultras e De Laurentiis: rischio crisi interna e ordine pubblico

La tifoseria organizzata accusa il presidente De Laurentiis di una «ripicca» legata a Castel di Sangro e parlano di un presunto disegno per eliminarli: senza gestione rapida il clima interno e l’ordine pubblico rischiano…

Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) è al centro di uno scontro aperto tra la tifoseria organizzata e la proprietà, e la tensione rischia di compromettere clima interno, ordine pubblico e reputazione del club.

Negli ultimi giorni i gruppi ultras hanno espresso pesanti accuse nei confronti di Aurelio De Laurentiis: parlano di una «ripicca» legata a Castel di Sangro e denunciano, secondo la loro ricostruzione, l’esistenza di un presunto disegno volto a eliminarli dalla vita del club. È una dinamica che non riguarda solo la narrativa del tifo: quando la rottura diventa pubblica, la partita si sposta dall’alveo della passione alla sfera delle conseguenze concrete.

All’orizzonte ci sono rischi molteplici. Sul piano della sicurezza, una frattura profonda nella Curva A e nella Curva B può tradursi in tensioni nelle giornate di match al Stadio Diego Armando Maradona, con ricadute sull’ordine pubblico e sul lavoro delle forze dell’ordine. A livello amministrativo e istituzionale, episodi di disordine interno rischiano di attirare interventi delle autorità locali e provvedimenti che impatterebbero sia la gestione degli eventi sia la normale routine societaria.

Sul piano sportivo il clima teso è un elemento di disturbo per la squadra e lo staff tecnico: allenamenti e preparazione al Centro Tecnico di Castel Volturno possono essere ingombrati da polemiche e paure che si riverberano sul rendimento. I giocatori, soprattutto i più giovani e sensibili al contesto ambientale, rischiano di pagare il prezzo di una controversia che non riguarda il rettangolo di gioco ma condiziona il morale collettivo.

Infine c’è il tema dell’immagine e degli interessi economici: sponsor, partner e tifosi non organizzati osservano con attenzione. Un’escalation potrebbe scalfire rapporti commerciali e la percezione pubblica del club, in una fase in cui la gestione della comunicazione e la capacità di tenere insieme le parti sono fondamentali per evitare danni duraturi.

La posta in gioco è quindi alta e richiede una gestione tempestiva e misurata. Dialogo, trasparenza e mediazione tra le parti appaiono oggi più che mai necessari se l’obiettivo è preservare la sicurezza delle giornate di calcio, il clima interno che serve alla squadra e la reputazione di una società che resta un patrimonio collettivo per la città. Se la frattura non verrà affrontata con prontezza, il rischio è che la contesa travalichi il campo e si trasformi in un problema sistemico per Napoli e per i suoi tifosi.

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