Con McTominay fermo, la Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) ha messo a punto, al Centro Tecnico di Castel Volturno, un piano pragmatico per governare il centrocampo nelle prossime settimane, incluse le insidiose sfide contro l’Inter allo Stadio Diego Armando Maradona.
Nei giorni di lavoro la squadra ha svolto sedute divise in tre fasi: esercitazioni di pressione e riconquista, lavoro sul possesso con transizioni rapide e prove situazionali (difesa sui calci piazzati e palle inattive). Da questi blocchi sono nate tre soluzioni tattiche concrete, pensate per mantenere equilibrio difensivo e qualità di gestione del pallone in assenza dell’elemento fisico e di dinamismo che McTominay garantisce.
Prima opzione: restare sul 4-3-3 con ruolo ibrido per uno dei centrocampisti. L’idea è di affidare a un interno la funzione box-to-box, più alta rispetto al consueto, in modo da conservare la struttura offensiva della squadra ma recuperare presenza a centrocampo. Nei blocchi di pressing provati a Castel Volturno questo modello aumenta la capacità di saltare la linea avversaria e offre soluzioni di ripartenza per le ali. Vantaggio: continuità del sistema e tempi di adattamento brevi; rischio: maggior dispendio fisico per l’interno designato.
Seconda opzione: doppio regista (4-2-3-1) per proteggere la difesa e fare girare la palla con più calma. Nelle esercitazioni sulla costruzione dal basso è emersa la compatibilità di due giocatori con compiti complementari — uno più orientato alla copertura, l’altro alla distribuzione. Questa scelta sacrifica parte della verticalità ma riduce gli spazi per gli inserimenti dell’Inter e concede maggiore controllo nella metà campo. È una soluzione tattica conservativa, utile se si prevede di subire il campo avversario.
Terza opzione: metamorfosi in 3-5-2/3-4-1-2 per sovraccaricare la mediana. Sfruttando esterni più larghi ma disciplinati, Gli Azzurri possono creare superiorità numerica centrale e isolare le mezzali nerazzurre. Le prove sul possesso e sulle transizioni a Castel Volturno hanno mostrato che il cambio di assetto aumenta il potenziale di pressing alto e la capacità di riconquista immediata, a patto che i movimenti delle mezzali siano sincronizzati e i terzini abbiano autonomia tattica.
Il quadro è pragmatico: il rientro di McTominay è stimato vicino, perciò le soluzioni sono tampone ma non estemporanee. Chi deciderà la formazione dovrà valutare avversario, condizioni fisiche e timing del match: il lavoro in tre fasi a Castel Volturno ha già fornito indicatori chiari su chi può fare da regista, chi può allargarsi e chi può sostituire il salto di qualità fisico. Per I Partenopei, la sfida sarà trasformare queste opzioni in coerenza di squadra, più che in improvvisazioni di singoli.
