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Criscitiello esplode in diretta: lo sfogo che colpisce anche i tifosi del Napoli tra rabbia e incredulità

Di Sabino Pardi23 Luglio 2026 - 11:0445 minuti fa 3 min di lettura
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Criscitiello esplode in diretta: lo sfogo che colpisce anche i tifosi del Napoli tra rabbia e incredulità

Il calcio italiano brucia ancora una volta sotto il fuoco delle polemiche, e questa volta sono le commissioni folli dei procuratori a far tremare il sistema. Napoli e i suoi tifosi non possono restare indifferenti davanti a questa bomba lanciata negli studi di Sportitalia, dove il direttore Michele Criscitiello ha fatto esplodere la sua rabbia contro gli ostacoli nascosti che pesano sulle tasche dei club, incluso il nostro amato Napoli.

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Secondo quanto riportato da www.areanapoli.it, Criscitiello non ha usato giri di parole parlando di un caso che fa discutere: «Per il trasferimento a zero di Kessie, il procuratore Atangana ha incassato 10 milioni di euro, mentre il club ha ricevuto nulla». Uno schiaffo alla logica e una ferita aperta per i club italiani, Napoli incluso, che devono fare i conti con spese extra che sembrano succhiare risorse vitali dal calcio stesso.

Questa vicenda, nata da un confronto acceso con l’agente Beppe Galli, apre una ferita profonda nel mondo azzurro. Le commissioni dei procuratori non sono più una semplice voce di bilancio, ma un fardello che limita investimenti, rinforzi e ambizioni della società partenopea. Perché il Napoli, come tutte le squadre che lottano per il vertice in Serie A e in Europa, ha bisogno di ogni risorsa possibile per competere e non per alimentare un sistema che si mangia i suoi soldi.

Il botta e risposta tra Criscitiello e Galli svela il nervo scoperto: mentre l’agente sostiene che le società sono responsabili perché accettano queste cifre, il giornalista risponde con una domanda che scotta: è normale che un procuratore incassi 10 milioni per un calciatore preso a zero? «Sono soldi che distraggono le società» taglia corto Criscitiello, e questa riflessione divide il popolo azzurro. Perché una parte della tifoseria, abituata a vedere il Napoli fare grandi investimenti, sa bene che anche quei dieci milioni, spesi male o in modo opaco, potrebbero fare la differenza per un tassello fondamentale, magari a centrocampo o in attacco.

In questo scenario, emerge una domanda che brucia sotto la pelle dei tifosi napoletani: quanto incidono davvero queste commissioni nel mercato del Napoli? Sono solo un costo “fastidioso”, o un problema strutturale che rischia di rallentare la crescita del club? Il Napoli, reduce da stagioni esaltanti, non può permettersi distrazioni o sprechi in un mercato sempre più competitivo e selettivo.

Se è vero che procuratori e società hanno responsabilità condivise, è innegabile che queste somme folli hanno il sapore di un sistema fuori controllo, in cui a perdere sono proprio i club e i tifosi. La provocazione di Criscitiello, che chiama la FIFA a intervenire, fa eco a un malessere diffuso tra gli appassionati: il calcio, soprattutto a Napoli, deve proteggere i suoi valori e il suo futuro, non prestare il fianco a speculazioni che sembrano rubare al gioco.

“Non si può sempre aspettare l’ultimo momento”, si sente ripetere tra i tifosi, stanchi di vedere un mercato guidato da interessi nascosti e commissioni esorbitanti. La società azzurra deve fare scelte che vadano oltre il mero confronto economico, puntando a un modello più trasparente e funzionale, se vuole davvero continuare a sognare in grande.

La temperatura della discussione si alza e il rischio è che queste tensioni si traducano in nervosismo anche sul campo e nella gestione societaria. I tifosi, che vivono il Napoli con passione totale, faticano a capire perché certi meccanismi non si possano rompere o almeno limitare, soprattutto quando il bilancio di squadra e mercato può significare lotta scudetto o retrocessione da “top club”.

La domanda, adesso, resta sul tavolo: il Napoli può permettersi davvero di farsi frenare da queste dinamiche? E soprattutto, la società azzurra saprà prendere in mano la situazione, magari lanciando un messaggio forte a tutto il sistema? Perché a Napoli certe scelte non passano mai inosservate, e la piazza aspetta risposte… non solo parole.

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