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Funerali o matrimonio? La clamorosa gaffe di Rai mette in discussione l’informazione

Di Enzo Villa24 Luglio 2026 - 19:0251 minuti fa 3 min di lettura
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Funerali o matrimonio? La clamorosa gaffe di Rai mette in discussione l’informazione

“Tra poco i funerali di Donnarumma”. Sì, avete letto bene. Non è un attacco di satira, ma un lapsus registico andato in onda durante il Tg Rai. In diretta, l’inviata ha confuso il matrimonio del portiere con una tragedia, scatenando una bufera mediatica e una serie di ironie sui social che fanno da cartina al tornasole sulla condizione del giornalismo oggi.

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È chiaro: l’errore è umano, ma diventa un problema quando i media, ancor più in un’era di notizie istantanee e di click su click, si permettono di scivolare in quest’oscura zona di confusione. Secondo quanto riportato da AreaNapoli, la gaffe ha fatto il giro del web in men che non si dica. E con esso, riemergono interrogativi inquietanti sulla responsabilità dei giornalisti nell’era delle informazioni superficiali.

Ma cos’è che ci fa davvero paura? La mancanza di accuratezza o la velocità con cui queste notizie viaggiano? Sembrerebbe che, per rendere un buon servizio, la notizia debba prima di tutto essere ‘gusto sociale’, escludendo ogni attenzione ai dettagli. Non stupisce che in un momento storico in cui la fiducia nei media è ai minimi storici, gaffe come questa abbiano conseguenze pesanti. Ogni scivolone è un ulteriore colpo al cuore di una categoria già messa sotto accusa da tempo.

La questione va oltre il singolo errore. Stiamo assistendo a un deterioramento generale nella qualità dell’informazione, dove l’urgenza di riportare il nuovo è spesso più importante della verità. E la verità può anche restare in silenzio, mentre i ‘funerali’ diventano un argomento su cui ridere e ironizzare, piuttosto che un tema di rispetto. In un mondo che corre, il giornalismo sembra, a tratti, aver perso il passo.

Il lapsus che ha scosso l’informazione

Ma che significato ha realmente questo gaffe? A prescindere dall’inadeguatezza della trasmissione, si riflette anche sul profilo dei giornalisti: cosa devono affrontare? La pressione che grava su di loro per informare rapidamente riesce a sopraffare il dovere di accertarsi della verità? In un contesto mediatico così volatile, il controllo delle informazioni è fondamentale.

Ad oggi, stiamo vivendo una crisi di fiducia che non si limita solo ai media tradizionali, ma si estende anche ai social media – gli stessi luoghi dove spesso la verità viene sacrificata in nome del ‘virale’. Se non ci si ferma e non si riflette, errori simili diventeranno routine e il nostro legame con la realtà si deteriorerà ulteriormente.

Perciò, è lecito chiedersi: i media hanno il dovere di informare, ma hanno anche la responsabilità di farlo in modo corretto. Insomma, in questa giostra di informazioni e disinformazioni, che fine ha fatto il giornalismo di qualità? Sarà il caso di domandarsi se realmente ci potremo fidare dei titoli che ci scaglieranno addosso, come un bollettino di guerra, la prossima volta che apriremo il tg.

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